Le isole Mauritius sono state colpite da un disastro che purtroppo è fin ora è stato molto comune nel mondo. Alla fine del mese di luglio, la porzione di costiera che ospita anche la barriera corallina ha subito lo schianto di una nave; allo schianto ha fatto seguito la fuoriuscita di carburante. E, anche se all’inizio il disastro è passato inosservato e non ha determinato grandi problemi, dopo settimane cominciato a farsi vedere i risultati dell’impatto, mostrandosi in tutta la loro distruttività. I residenti hanno potuto vedere con rabbia gli effetti, quando rivolgendo lo sguardo verso la spiaggia, hanno notato i cadaveri delle vittime.

Ben 17 delfini spiaggiati, quasi sicuramente avvelenati dalle perdite che fuoriuscivano dalla nave. Sono in pochi coloro che sono sopravvissuti al terribile incidente, ma le autorità locali ancora non hanno emesso provvedimenti nei confronti dei responsabili. Il locale Ministro della Pesca ha asserito che molto probabilmente non si tratta di problemi di inquinamento, ma di altri animali. Due dei delfini hanno riportato dei morsi sul proprio corpo, e le ferite sono state attribuite agli squali, ecco perché alcuni hanno dato la colpa ai predatori. Ma gli animalisti non sono affatto d’accordo, e puntano il dito sulle evidenze, ovvero gli scarichi derivanti dalla nave che si è schiantata.

Inizialmente i residenti del posto erano stati tranquillizzati in merito a quel che è accaduto, riassicurati del fatto che non vi sarebbero state gravi conseguenze. Eppure, a distanza di quasi un mese, una gran parte dell’ecosistema, della barriera corallina, è andata distrutta. La nave responsabile del terribile disastro, era una grossa struttura, un mezzo che a bordo aveva 4000 e oltre tonnellate di carburante, tra petrolio e diesel. Tutte sostanze la cui fine è ovvia, anche se in molti continuano a negarlo, ma la verità è fin troppo evidente.