Il sushi è uno dei piatti più amati soprattutto negli ultimi anni, e i ristoranti che preparano e vendono questa specialità si sono diffusi a macchia d’olio anche in Italia. Il pesce crudo sembra essere un’invenzione tutta giapponese, che grazie alla globalizzazione ha raggiunto ogni angolo della terra. Tuttavia c’è una categoria che viene erroneamente attribuita ai giapponesi, ovvero il sushi al salmone, che in realtà ha origini europee. Ebbene sì, forse non tutti lo sanno, ma il sushi preparato con il salmone crudo è stato preparato per la prima volta in Norvegia. È risaputo che i norvegesi e il loro paese sono grandi mangiatori di salmone, che consumano letteralmente in tutte le salse.

Il problema, nato lo scorso secolo, era che la Norvegia, pur producendo ingenti quantità di salmone, non aveva abbastanza abitanti. Quindi il mercato era saturo, ovvero c’era troppo salmone, ecco perché i norvegesi cercarono di “sbarazzarsi” del prodotto superfluo tentando di venderlo ai giapponesi. Questi ultimi non sono stati, almeno all’inizio, anzi erano piuttosto diffidenti e, prima che il sushi a base di salmone si diffondesse, lo hanno rifiutato. Infatti non volevano saperne in alcun modo di consumare del salmone crudo, temendo le malattie causate dai parassiti come l’anisakis.

Ci vollero anni, addirittura una decina affinché i giapponesi, un po’ incuriositi e un po’ tranquillizzati dalle rassicurazioni dei norvegesi, cominciassero a consumare il salmone. Una volta appurato che il salmone crudo non era un rischio per la salute, questo tipo di pesce riscosse un ottimo successo. I giapponesi, si affezionarono al sushi a base di salmone crudo a tal punto che oggi è divenuto uno dei più popolari e consumati. Non è una cosa risaputa, ma il sushi a base di salmone crudo ha origini tutt’altro che giapponesi, anche se oggi è divenuto una parte integrante della cultura del paese.