Tra le malattie che affliggono il nostro secolo c’è la demenza, che a una certa età inesorabilmente si presenta. Ancora non sono note tutte le cause, e sono ancora sotto osservazione da parte dei medici che, seppure hanno individuato alcune delle cause ancora ne ignorano altre. Anno dopo anno ne emergono altre, che sembrano completare poco alla volta il quadro: ad esempio quest’anno sono stati presi in considerazione dei fattori relativamente nuovi come l’inquinamento atmosferico, le lesioni craniche e il consumo di alcol in maniera eccessiva. Invece, tra i fattori di rischio già conosciuti comprendono la mancanza di attività fisica e alcune abitudini sbagliate nel proprio stile di vita.

I fattori di rischio sono ben 12 e, oltre a quelli già menzionati, ci sono l’obesità, la depressione, la mancanza di attività fisica, il fumo, il diabete, l’ipertensione e la ridotta scolarizzazione. Quest’ultima riveste una grande importanza, infatti la mancanza di “allenamento” a livello intellettuale gioca un ruolo importante. È stato dimostrato che il cervello va allenato come se si trattasse di un muscolo e, se trascurato può portare allo sviluppo di malattie cronico-degenerative. Si tratta di fattori di rischio che vengono definiti modificabili, il che vuol dire che, se si interviene per tempo con un cambiamento nello stile di vita, le probabilità di sviluppare la demenza si abbassano notevolmente.

I dati sono molto interessanti, dal momento che c’è ancora un margine d’azione, il che vuol dire che è possibile intervenire. In determinati paesi poi, bisogna aggiungere altri fattori, come le condizioni economiche e igienico-sanitarie. Cose che per molti possono sembrare non correlate infatti rivestono un ruolo molto importante: inoltre si tratta di malattie multifattoriali. Quindi, tutte le cause menzionate, una volta sommate, aumentano notevolmente i rischi per la salute mentale, mostrando i loro effetti col passare degli anni.