Ferragosto in povertà: questa la triste constatazione che è stata fatta nelle grandi città, in particolare a Milano, dove il numero di persone che non riesce ad arrivare a fine mese è drasticamente aumentato. Si sa che, durante il lockdown, ci sono state particolari categorie in difficoltà come i senza fissa dimora, molti dei quali ignari di quanto stava accadendo. Così le associazioni che si occupano di provvedere beni di prima necessità come il cibo si sono prodigate per rendere più vivibile la quarantena a dette categorie. Tuttavia, con l’arrivo dell’estate i dati sono tutt’altro che migliorati, infatti le persone nel bisogno sono sempre in aumento.

A far notare il fenomeno, che è un’anomalia rispetto agli anni passati, è il presidente di un’associazione di nome “Pane quotidiano”, che da anni lavora nel settore. In tempi normali, se così possiamo definirli, il mese di agosto rappresentava una tregua anche dai pensieri fiscali, ma quest’anno non è così. A dirlo Luigi Rossi, che è stato intervistato dall’Agi, sottolineando che l’età dei richiedenti aiuto comprende una fascia media che va dai 35 ai 50 anni. Il motivo si spiega con gli effetti del lockdown, che ha costretto i commercianti e molti lavoratori a chiudere l’attività per un lungo periodo di tempo.

Così, molti si sono ritrovati solo con il denaro della cassa integrazione, non riuscendo, nei casi peggiori, neppure a pagare l’affitto. La situazione è precaria, dal momento che i numeri stanno salendo e il nostro destino per settembre è incerto. Un caso estremo si è presentato pochi giorni fa quando una persona si è recata a chiedere aiuto, asserendo che non mangiava da ben quattro giorni. Questo è il triste scenario che una buona fetta della popolazione italiana si ritrova a vivere, sperando che, entro l’autunno, la situazione migliori.