Torna la paura dei contagi, dopo i numeri spaventosi che ci sono stati in alcune regioni: stavolta nel mirino ci sono le discoteche, che sono state luogo di assembramenti negli ultimi tempi. A nulla serviranno le lamentele dei gestori, che risentono della forte crisi economica post quarantena. Tuttavia le misure servono, sono necessarie per prevenire un ulteriore peggioramento, e di questo si faranno carico le singole regioni. Come ha fatto notare il Ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, sarebbe un controsenso, dopo aver trascorso interi mesi in casa, gettare tutto all’aria non prestando attenzione all’interno delle discoteche.

Infatti, anche se ufficialmente c’è bisogno di rispettare determinate regole quali il distanziamento sociale e la mascherina, non tutti seguono tali direttive. Piuttosto, sono molti di più coloro che ignorano del tutto tali regole, comportandosi come se nulla fosse. Così si inaspriscono le restrizioni nei confronti delle discoteche, che dovranno ospitare molte meno persone, soprattutto in quelle regioni particolarmente affollate per il turismo estivo. Fra queste, l’Emilia Romagna, che dovrà dimezzare la capienza degli ingressi in discoteca, per evitare un ennesimo e disastroso rialzo di contagi. Anche in Veneto sta accadendo qualcosa di simile, e complessivamente in Italia, abbiamo raggiunto un picco di casi di oltre 500 ammalati, cosa che non si verificava dal mese di maggio.

Fra le regioni maggiormente colpite ci sono inoltre la Puglia, la Calabria e la Sicilia; e, se in Calabria sono stati chiusi i locali, almeno per Ferragosto, in Piemonte la movida continua. Per quel che riguarda i falò in spiaggia, anche questi sono stati banditi, si trovano infatti sulla lista nera delle attività da non fare per evitare un rialzo di ammalati. Si salvano invece i locali che permettono lo svolgimento di attività ricreative, ovvero il ballo, all’esterno della struttura, così da non comportare un rischio.