Nestlè, dai cereali ai disastri ambientali, un tutt’uno. La multinazionale produttrice di svariati prodotti alimentari conosciuta in tutto il mondo si è beccata una denuncia – e non è certo la prima, ma stavolta il caso è eclatante – per aver causato la morte di tonnellate di pesci. La sede francese vicino al fiume Aisne infatti, ha avuto un guasto nell’impianto di scarico, cosicché i rifiuti, dei fanghi biologici stando a quanto riportato, sono finiti nel fiume. Il livello di ossigeno delle acque è diminuito drasticamente provocando la morte di migliaia e migliaia di pesci, i cui corpi sono finiti, galleggianti e senza vita, sulla superficie delle acque.

La scena è raccapricciante, si può osservare un fiume che sembra fatto interamente di carcasse di animali morti. Sebbene tutto si sia svolto nell’arco di pochissimi giorni, il danno è stato notevole, e ora l’azienda si impegnerà a rimuovere i pesci. Nel frattempo sono in corso le indagini da parte delle autorità, che analizzeranno i campioni delle acque in questione: saranno svolte sia delle analisi chimiche che batteriologiche. La stima degli animali che hanno perso la vita è molto elevata, infatti nel fiume vi sono circa tre tonnellate di pesci, o meglio dei loro cadaveri.

La multinazionale ha dichiarato di aver bloccato tutto, l’impianto guasto e la stessa produzione, dopo aver preso coscienza del guasto e del conseguente disastro. Ma la denuncia è partita ugualmente, dal momento che fra le tre tonnellate di pesci uccisi c’erano ben 12 specie e di queste molte erano protette. Intanto la ditta si sta impegnando a rimuovere gli inquinanti e a contenere le acque reflue, è stata costruita una diga in tempi record, in modo che gli agenti tossici non si espandano ulteriormente, causando ancora una volta la morte della fauna e la distruzione dell’ecosistema.