La notte di San Lorenzo è una delle più attese del mese di agosto: ufficialmente infatti rappresenta la notte in cui cadono le stelle cadenti. L’evento ha preso il nome dall’omonimo santo che nel XIII sec. D.C. perse la vita, venne torturato e bruciato. I carboni ardenti con i quali venne martirizzato stati assimilati a quelle che si possono osservare nei cieli durante i giorni che vanno dal 10 agosto in poi. Infatti, anche se la data ricade il 10, il fenomeno astronomico è visibile anche nei giorni successivi, anche meglio rispetto alla data del santo. Ogni regione lo celebra a modo suo, ma ovunque ci si organizza per vedere le stelle cadenti.

Volendo affrontare l’argomento in termini scientifici, quelle che comunemente chiamiamo stelle cadenti, non sono che meteore. Si tratta di un frammento di cometa o comunque di altre formazioni celesti: queste formazioni, una volta venute a contatto con l’atmosfera, bruciano divenendo così visibili. Quest’anno il picco di meteore visibili a occhio nudo si osserverà fra l’11 e il 12 agosto, periodo in cui ci sarà il maggior numero di stelle cadenti visibili. I numeri sono impressionanti, infatti secondo le previsioni degli studiosi quest’anno potrebbero raggiungere le 100 all’ora le meteore che affolleranno i nostri cieli.

La storia che si cela dietro la notte di San Lorenzo è cupa, non v’è dubbio, ricorda una delle persecuzioni portate avanti dall’Impero Romano. Non tutti attribuiscono lo stesso significato alle stelle cadenti, ad esempio secondo alcune tribù come quella dei Masai, le meteore rappresentano gli occhi di uno degli dei, che sono in continua osservazione della terra. Ne ha parlato anche Giovanni Pascoli in una delle sue opere, rendendo ancor più celebre la nottata di San Lorenzo, in modo che fino a oggi venga ricordato e associato alle stelle cadenti.