Fra poco più di un paio di settimane comincerà la sperimentazione del vaccino per il coronavirus: si tratta di una ricetta made in Italy, che sarà per la prima volta testata sull’uomo. L’Italia come altri paesi ha lavorato duro in questi mesi per giungere a una soluzione e finalmente, anche se non abbassiamo la guardia, abbiamo forse cominciato a sconfiggere sul serio il virus. Sono in arrivo allo Spallanzani di Roma le prime dosi di vaccino, e nelle prossime settimane conosceremo l’esito sul corpo umano; al momento la regione Lazio sta ancora reclutando dei volontari per mettere a punto la sperimentazione.

Ma come funzionerà questo vaccino? Il principio, almeno a spiegarsi, è abbastanza semplice, riprodotto con la tecnologia del vettore virale non replicativo. Questo significa che il vaccino, totalmente innocuo e non patogeno per l’uomo, simula l’azione di una proteina del coronavirus. In ambito specialistico è chiamata proteina spike ed è una di quelle che si trovano sulla superficie esterna del virus, una delle protuberanze che sono rappresentate con colori vivaci come il rosso nei disegni tridimensionali del covid. Simulando l’azione della proteina spike, il vaccino non causa la malattia, ma causa una risposta da parte del sistema immunitario dell’organismo ospite.

Per la prima volta dopo mesi di reclusione durante i quali ogni speranza sembrava essersi persa, finalmente arriva uno spiraglio di luce. Ovviamente, come ha spiegato il direttore sanitario dell’Istituto Spallanzani di Roma Francesco Vaia, non bisogna cantare vittoria subito. Perché ancora non sappiamo cosa accadrà nei prossimi mesi, ancora non abbiamo risposte certe: ma quello raggiunto è un grande traguardo sia per il nostro paese, sia per l’umanità. Sono tutti al lavoro, clinici e scienziati in laboratorio per trovare quanto prima una soluzione al problema permettendoci, una volta per tutte, di tornare alla vita normale.