A sei anni dalla tragedia che ha colpito Robin Williams e la sua famiglia uscirà il documentario che farà luce sulle condizioni che hanno portato l’attore a compiere l’atroce gesto. Ricordiamo tutti con tristezza che, nel 2013 l’attore di Patch Adams è stato trovato morto da sua moglie, nel suo appartamento in California. Il riscontro dell’autopsia ha spiegato la causa del decesso, ovvero l’asfissia: l’attore si è impiccato ed è venuto a mancare per mancanza d’aria. Ma come è potuto arrivare a compiere un gesto del genere, un uomo da cui nessuno se lo sarebbe mai aspettato? Il documentario, intitolato Robin’s Wish, servirà a chiarire proprio questo.

 Forse non tutti lo sanno, ma Robin Williams soffriva di un terribile male, una malattia neurologica che poco alla volta lo ha condotto a una condizione mentale pessima. È la demenza a corpi di Lewy, una malattia neurodegenerativa che da tempo lo tormentava e che era riuscito a controllare, anche se alla fine ha avuto la meglio. Sua moglie ha spiegato che oramai da settimane l’attore aveva dei black-out, ad esempio in alcuni momenti non riusciva ad articolare le parole. A volte non riusciva neppure a camminare, era claudicante, una condizione molto difficile non solo per lui, ma anche per coloro che gli stavano attorno.

Poi, il terribile gesto dettato dalla follia delle ultime settimane: è stata una scoperta terribile e, dopo sei anni da quel giorno il regista Tyler Norwood ha deciso di omaggiare Williams. E quale modo migliore, se non quello di spiegare al mondo le condizioni, la malattia che lo ha trascinato lentamente verso la fine? Si tratta di onorare la sua memoria, per un pubblico molto affezionato fatto di ammiratori e colleghi che sentono ancora la sua mancanza, la mancanza del fantastico uomo che era.