In Italia siamo diventati più salutisti da quando è scattato il lockdown, almeno dal punto di vista alimentare. Per scelta o per forza infatti, il consumo di carne rossa è nettamente diminuito, registrando dei numeri mai visti negli anni precedenti. Certo, i primi a gioirne saranno ambientalisti e animalisti, mentre a pagarne le spese saranno gli allevatori che vedranno gli introiti ridotti. Infatti secondo i dati raccolti, che risalgono allo scorso aprile, è diminuito di fatto il numero delle macellazioni da quando è cominciata la pandemia e quindi la quarantena. La domanda che sorge spontanea è: dipende dal fatto che gli italiani hanno dovuto rimboccarsi le maniche e accontentarsi di cibi meno costosi, o hanno improvvisamente deciso di adottare una dieta più sana?

Questo al momento non è dato saperlo, ma i numeri parlano chiaro e il bestiame macellato in percentuale è sceso di circa il 20%. Per quel che riguarda le preferenze del popolo italiano invece, il tipo di carne che mantiene il primato in assoluto è quella di maiale, che batte numericamente parlando quella di bovino e quella di pollo. Neanche le feste di Pasqua sono state “carnivore” come gli altri anni, dal momento che è stato registrato un calo del 14% della carne acquistata per la celebrazione.

Ricordiamo che i dati sono entusiasmanti per due motivi, e riguardano entrambi la salute. In primo luogo la salute delle persone, dal momento che è risaputo che un minore consumo di carne rossa giova al nostro organismo. Inoltre, anche l’ambiente ne beneficia, dato che, con la riduzione del numero di capi d’allevamento vengono ridotte anche le emissioni collegate all’attività. Uno dei pochi aspetti positivi del lockdown potrebbe essere questo, che controvoglia o approfittando della situazione, molti italiani hanno introdotto delle abitudini più sane nelle loro vite.