Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato trascinato in tribunale da un cantante per una questione di copyright. Si tratta di Neil Young, il quale, da tempo stava minacciando un’azione legale nei confronti del Presidente e, in questi giorni si è deciso finalmente a passare ai fatti. Il motivo è che Donald Trump ha utilizzato alcuni brani del cantante canadese per la sua campagna elettorale, scatenando l’ira del cantante. Quest’ultimo infatti, non condivide affatto le idee politiche di Trump, e questo è il motivo fondamentale per cui non vuole che i suoi brani siano utilizzati in campagna elettorale.

Neil Young ora ha 74 anni e le idee ben precise riguardo l’uso che bisogna fare dei suoi brani; ha chiaramente espresso il suo parere. Quindi non desidera che le sue canzoni vengano utilizzate per sponsorizzare una campagna elettorale basata sull’odio e sulla divisione fra gli abitanti degli Stati Uniti. Ora ha chiesto un risarcimento di ben 150 milioni di dollari da parte del Presidente, e la questione è divenuta ben nota. Si tratta di copyright e negli Stati Uniti ci sono delle leggi ben precise: ogni candidato, Trump incluso, ha a disposizione una lista di circa 15 milioni di brani.

Questo dopo aver provveduto ad ottenere una licenza speciale, la “Political Entities Licence”, di cui Donald Trump è in possesso. Tuttavia, anche se i brani rientrano nella lista, i cantanti hanno tutto il diritto di rimuovere i propri brani da tale lista. Dopo i comizi di giugno e luglio Neil Young si è finalmente deciso a far causa, dal momento che, secondo lui la responsabilità degli ultimi disordini è attribuibile direttamente a Trump. Dato che, secondo il cantante è stato lui a mandare per le strade dei veri e propri teppisti, non vuole che i suoi brani rappresentino tali vedute.