Una corsa per salvare il pianeta, stavolta si fa sul serio. Non è una corsa di beneficenza, saranno invece coinvolti degli atleti a livello nazionale che avranno il ruolo di aiutare alcune località a smaltire i rifiuti. Si tratta di rifiuti leggeri, quelli che vengono purtroppo, comunemente gettati per strada, come le cartacce o le bottiglie di plastica, o ancora le lattine. Il compito degli atleti è molto semplice, bisogna correre e nel frattempo raccogliere quanti più rifiuti possibile. Ci saranno vari parametri che verranno considerati, come ad esempio la distanza percorsa, il dislivello e la qualità dei rifiuti raccolti.

Quest’ultimo punto è particolarmente importante, servirà a differenziare i rifiuti il cui smaltimento produce più CO2. Infatti bisogna fare la differenza, per fare un esempio, tra un grammo di carta e un grammo di plastica o di alluminio. Questi ultimi infatti sono molto più dannosi per l’ambiente, infatti producono molte più emissioni, il che vuol dire più inquinamento. Alla fine della gara sarà fatta una classifica dei vincitori; a organizzare il tutto è stato Roberto Cavallo, che ha ideato la cosa durante la quarantena. L’attività è valida a livello mondiale, si parla infatti di plogging day, un’iniziativa che è stata pubblicizzata in tutto il mondo.

Anche in Italia sta riscuotendo un discreto successo, e, se si riuscisse a portare a termine un progetto del genere nei luoghi turistici a fine stagione sarebbe grandioso. Infatti tutte le zone di vacanza che spesso dopo l’estate sono ridotte agli stremi e riempite di rifiuti potrebbero essere ripulite in maniera economica e pratica. Tuttavia, questa sarebbe una pessima pubblicità per le amministrazioni locali, perché vorrebbe dire che tali istituzioni non curano abbastanza il territorio di cui sono responsabili. A fine estate potremo vedere i risultati di questa bellissima iniziativa.