Quando si parla di maltrattamento nei confronti degli animali si pensa spesso a cani, gatti o uccelli; ma durante la stagione estiva, ci sono degli animali che subiscono molte ingiustizie, e non molti sembrano preoccuparsene. Stiamo parlando di pesci e meduse, che fin troppo spesso sono “utilizzati” come se si trattasse di giochi piuttosto che di animali. In particolare le meduse, che se da un lato seminano il terrore, dall’altro vengono di frequente catturate e lasciate fuori dall’acqua, in modo da avere una morte lenta e dolorosa. Non tutti ci pensano perché sono viste come molluschi pericolosi, ma bisogna considerare che fanno anch’esse parte dei nostri ecosistemi.

Certo, se ce n’è una nelle vicinanze è sempre meglio allontanarsi per non essere punti. E se può essere giustificabile catturarne una per pochi momenti e poi rigettarla in acqua, lasciarla morire così, senza alcun motivo, è addirittura punibile legalmente. Vittime di questo scenario non sono solamente le meduse, nei cui confronti la violenza viene giustificata, ma anche i pesci. I bambini spaventati potrebbero crescere con l’idea che non sia sbagliato seviziare gratuitamente questi animali marini, che hanno la loro funzione ben precisa nell’ecosistema mare. Ma spetta agli adulti che sono loro cari inculcar loro tale principio, onde evitare la spiacevole scena che è fin troppo comune sulle nostre spiagge: un pesce o una medusa agonizzante che in qualche secondo si spegne dolorosamente.

Un discorso simile può esser fatto per le stelle marine, che non vanno mai e poi mai cacciate dall’acqua, come fanno alcuni per scattare una foto. Un gesto del genere potrebbe essere fatale per loro e, se perpetrato da tante persone, per l’intera categoria. Quando ci imbattiamo in queste bellissime creature, sarebbe meglio osservarle con rispettosa distanza, senza infligger loro inutili torture, ma guardando la loro bellezza.