La pandemia e la quarantena hanno avuto un impatto importante sulla vita di tutti, ma ci sono stati dei casi alquanto patologici. Ci spieghiamo meglio: la storia che segue è quella di un ordinario ragazzo adolescente di 14 anni, che rappresenta, purtroppo, una grossa fetta di popolazione della sua età. Sui giornali è stato chiamato Matteo, e la sua storia è stata raccontata perché molto preoccupante: il giovane durante la quarantena ha messo su 40 chili. Alla base di tutto ciò il suo stile di vita, improntato sui videogiochi e la cattiva alimentazione, cui ha contribuito l’impossibilità di uscire, che ha esacerbato un problema preesistente.

Ora è stato costretto al ricovero in clinica in quanto le sue condizioni sono alquanto gravi e rischia da un punto di vista salutistico. I genitori sono molto preoccupati e comprensibilmente, dato che il loro figlio, già grosso di corporatura, ha guadagnato una grossa quantità di peso. In camera sua, la postazione ben attrezzata con tanto di computer e mini frigo, in modo da potersi servire all’occorrenza. Un’abitudine che avrebbe potuto costargli la vita, che solo lui può correggere, in special modo ora, che la quarantena è finita. Purtroppo il caso di Matteo non è isolato e sono molti coloro che durante il lockdown hanno avuto lo stesso problema.

Anche la didattica a distanza non ha funzionato molto nel suo caso, infatti i genitori raccontano che, nonostante le lezioni sia lui che i suoi amici erano distratti tutto il tempo. Quindi, anziché concentrarsi su quanto veniva spiegato, giocavano con il cellulare o con altri dispositivi, una tendenza che non ha fatto altro che aumentare la pigrizia. Quanto ai genitori, con rammarico hanno detto di non avere il controllo sulla situazione visto che dato il loro lavoro in fabbrica, non hanno la possibilità di sorvegliare la prole tutto il giorno.