Il riciclaggio è la scoperta ecologica degli ultimi decenni, un qualcosa di bellissimo per il nostro pianeta. Ma purtroppo, spesso il problema che si pone è che siamo proprio noi esseri umani a impedire che determinate missioni vengano portate a termine. Il classico esempio di tutto ciò è quel che è accaduto a Vittorio Veneto, dove una nota fabbrica che si occupa del riciclaggio di bottiglie in Pet; fino a un certo punto però, dato che vi sono delle limitazioni di carattere burocratico. Infatti, a differenza degli altri paesi europei in Italia esistono delle norme che non consentono di fabbricare delle bottiglie al 100% in Pet riciclato.

La denuncia è stata fatta da La Stampa, il quotidiano nazionale: con ciò si spera di smuovere le coscienze e portare a dei risultati concreti che vadano oltre la burocrazia. Sono state usate parole molto aspre, dal momento che nel nostro paese le bottiglie riciclate sono costituite solo al 50% da Pet proveniente da vecchi contenitori. La restante parte invece, è plastica di nuova fattura, dal momento che non è possibile, date le norme vigenti, bisogna necessariamente procedere in tal modo. Quindi, nonostante le metodiche di nuova generazione che in altri paesi hanno apportato una vera e propria rivoluzione, in Italia è ancora tutto bloccato.

La motivazione per cui accade tutto ciò, è come accade spesso, meramente economica. Secondo alcuni cavilli tecnici infatti, se si seguisse la procedura con un riciclaggio al 100%, vi sarebbe una riduzione delle entrate fiscali, motivo che è alla base di tutto. Il che ha fatto indignare non poco il pubblico dal momento che, anziché un minore consumo di plastica, la priorità sembra essere economica. Siamo in attesa di un passo verso la risoluzione dell’impasse, una scelta da parte del governo, affinché possa garantire un’economia più green.