Dopo decenni è tornato al centro dei riflettori John Lennon, e oggi hanno fatto in modo che il suo brano più famoso acquisisse un significato politico. A parlarne è stata Giorgia Meloni, la leader di Fratelli d’Italia, direttamente sulla rete La7, insieme a Parenzo. Ha spiegato i motivi per cui a lei non è particolarmente gradita la canzone che per certi versi rappresenta gli anni degli hippie. Il programma si chiama “In onda” ed è particolarmente famoso fra le trasmissioni del canale e ha ospitato Giorgia Meloni, con un’inaspettata parentesi su Imagine, il brano di John Lennon che ha entusiasmato intere generazioni.

Il conduttore ha fatto prima riferimento alla Ceccardi, una nota esponente della Lega che in passato non si è risparmiata affermazioni alquanto pesanti su questioni delicate. Costei avrebbe definito il brano dell’ex star dei Beatles come marxista, etichettandolo come pericoloso per le nuove generazioni. E la Meloni ha condiviso, almeno in parte questo parere, asserendo che non sarebbe molto contenta se uno dei suoi figli intonasse la canzone. Ha parlato di inno globalista come omologazione delle masse, facendo un chiaro riferimento all’identità dei paesi e delle nazioni. È stata molto precisa a riguardo, dicendo che, trattandosi di una canzone che incita all’omologazione, facendo perdere il concetto di identità.

Per citare le sue esatte parole, una canzone che parla di assenza di religioni, senza confini o nazioni è potenzialmente pericolosa. Infatti, per citare le sue parole, l’identità è tutto quello che abbiamo ed è impensabile rinunciarvi. Detto ciò, la canzone, “per chi non capisce l’inglese e il testo”, resta un bellissimo capolavoro, dal motivo orecchiabile e molto coinvolgente. Tuttavia non permetterebbe mai che un concetto del genere possa divenire un fatto concreto, dal momento che lei, e tutti coloro che hanno menzionato la canzone, sono da tutt’altra parte, ideologicamente parlando.