I sondaggi condotti in merito alle abitudini della popolazione europea ci hanno fatto fare importanti scoperte in merito al coronavirus. Soprattutto per quel che riguarda la percezione del pericolo: infatti, nel Regno Unito, il numero di fumatori è nettamente diminuito, soprattutto fra i giovani. Il sondaggio è stato fatto dalla Action on Smoking and Health. I risultati sono stati sorprendenti e positivi, molto probabilmente l’inversione della rotta si deve al fatto che i fumatori, rispetto a chi non fuma, sono maggiormente esposti alle complicanze che il coronavirus causa. Infatti, come è oramai risaputo da tempo, il fumo non fa che deteriorare il tessuto polmonare, aumentando il rischio per svariate malattie.

Infatti, una percentuale del 41% ha dichiarato che proprio questo è stato il motivo determinante la decisione di smettere. Sono stati 400mila i giovani di età compresa fra i 16 e i 29 anni che hanno preso la saggia e salutare decisione di smettere. Se questo è lo scenario inglese, in Italia le cose sono andate in maniera leggermente diversa e, laddove alcuni hanno smesso per gli stessi motivi menzionati sopra, altri hanno addirittura incrementato la dose. Probabilmente il motivo principale è lo stress dovuto a due mesi di lockdown, che per determinate persone è stato peggiorativo.

I dati risalgono ai mesi primaverili e fondamentalmente ad aprile, quindi si trattava del nostro periodo peggiore, durante il quale eravamo tutti costretti a casa. Ad ogni modo le percentuali sono incoraggianti e una riduzione in percentuale c’è stata, seppur minima: i fumatori sono scesi dal 23 al 21,9%. C’è una differenza di genere, come è stato sottolineato dall’Iss, dal momento che, tra le donne il vizio ha preso piede in maniera più consistente. C’è addirittura chi ha preso il vizio proprio nella fase di quarantena, mentre altri hanno aumentato il numero di sigarette al giorno.