Malasanità e covid ai tempi di Raffaello: sono emerse da poco le cause della sua morte, dopo anni di supposizioni sbagliate. Fino ad oggi infatti, si credeva che il pittore fosse morto di sifilide visto che, come raccontato dai suoi contemporanei, era solito uscire la notte per le sue conquiste amorose. Invece, pare che sia stata proprio una polmonite a ucciderlo, il che è curioso, dato che siamo in tempo di covid ed è stato scoperto solo adesso. Alcuni ricercatori dell’Università di Milano Bicocca hanno analizzato bene le testimonianze correlate alla vita del pittore e, dopo un accurato studio, sono giunti a delle conclusioni inaspettate.

Dopo aver escluso la sifilide e la malaria, sono giunti alla polmonite: proprio questa malattia, come emerge dalla descrizione dello stato di salute del pittore negli ultimi anni della sua vita. Non si può dire con certezza invece, quale sia stata l’origine della polmonite che avrebbe ucciso Raffaello, infatti i medici non sanno se si tratti di un’infezione batterica o virale. Alla malattia del pittore si è affiancato anche l’errore medico, dovuto alla stessa negligenza di Raffaello: infatti egli ometteva alcuni dettagli della sua vita privata, perché si sa, non a tutti piace raccontare le proprie avventure in fatto di amori.

Quindi i dottori, pensando che si trattasse dell’ennesimo caso di sifilide, hanno fatto al pittore un salasso, ma tale intervento non ha fatto che peggiorare la malattia. Così, dopo qualche tempo uno dei maggiori pittori dell’epoca, riconosciuto ancora oggi a livello internazionale, si è spento, dopo aver vissuto per qualche tempo indebolito. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista della Società Italiana di Medicina Interna, lì sono stati spiegati tutti i metodi utilizzati, le ricerche e le testimonianze fatte, ma anche il modo in cui gli studiosi sono giunti alle conclusioni esposte.