È accaduto nel lontano 1986, eppure ancora sene parla oggi: ci riferiamo al disastro di Chernobyl, l’incidente nucleare le cui conseguenze sono ancora sotto gli occhi del mondo intero. La cittadina ucraina torna al centro dei riflettori grazie al lavoro di Katrin Meusburger, una ricercatrice dell’Università di Basilea che ha creato insieme al suo team di scienziati una nuova mappa di contaminazione. Si tratta di una rappresentazione fatta con un nuovo metodo di calcolo che ha evidenziato la concentrazione di alcune sostanze in zone che si ritenevano, fino a poco fa, prive di contaminanti radioattivi, tantomeno quelli provenienti dall’esplosione di Pripyat.

Fino ad oggi nessuno aveva considerato che dalla centrale nucleare potessero ancora provenire degli effetti sull’ambiente circostante. E le regioni considerate non sono solo quelle più vicine, infatti sono stati trovati degli elementi provenienti direttamente dalla sede del disastro in Svizzera, Germania, Francia e Italia Settentrionale. I ricercatori però ci tengono a rassicurarci sul fatto che, nonostante i ritrovamenti fatti, non si tratta di quantità tali da pregiudicare la salute delle persone che vivono in tali luoghi. Neppure l’ambiente risulterebbe minacciato da tali quantità di elementi radioattivi, dal momento che sono esigue. Quindi, la nuova mappa che rappresenta la contaminazione di una buona parte dell’Europa non deve affatto spaventarci, ma è importante conoscere tali dati.

In alcuni punti, come in Francia ad esempio, la quantità di elementi che provengono da Chernobyl sarebbe addirittura inferiore a quella a cui i cittadini sono esposti “normalmente”, nella vita quotidiana. Tuttavia, è sempre e comunque importante tenere d’occhio i cambiamenti che avvengono a livello della crosta terrestre, in modo da sapere in quali zone sono maggiormente presenti radionuclidi. Al momento non esiste nessun rischio per la salute e ci teniamo a ribadirlo, ma  se la situazione dovesse cambiare in futuro, potremmo evitare di colonizzare le zone maggiormente a rischio.