Da tempo si parla di inquinamento e surriscaldamento globale, ma ultimamente è stata fatta un’analisi alquanto catastrofica di quello che potrebbe succedere se noi esseri umani non riusciamo a contenerci. È stato osservato tramite uno studio che le emissioni di metano hanno raggiunto il massimo dei livelli storici, con dei picchi mai registrati prima. Si parla di oltre milioni di tonnellate e, solo negli ultimi anni sono stati rilasciati sul nostro pianeta; ma da dove vengono? Si tratta del risultato dell’attività umana a livello industriale ma non solo. Infatti se le fabbriche sono responsabili per una buona fetta di emissioni, dall’altro lato ci sono gli allevamenti intensivi che spesso molti sottovalutano.

Gli scienziati che hanno effettuato gli studi hanno avvertito molto semplicemente, mettendoci in guardia contro le conseguenze cui andremo incontro. Dato che il metano è il principale responsabile del surriscaldamento globale, se non si provvede quanto prima a limitare le emissioni, ecco cosa accadrà: nel giro dei prossimi anni ci sarà un rialzo delle temperature di 3 o 4 gradi. Il che renderebbe quotidiani fenomeni come incendi, siccità e disastri naturali in generale; non dimentichiamo infatti quanto è accaduto in Australia lo scorso anno, il pericolo in tal senso è ancora dietro l’angolo.

La cosa sorprendente è che accanto all’industria di combustibile fossile, il cui impatto ambientale è risaputo, vi sono gli allevamenti bovini. Forse non tutti sanno che tali allevamenti intensivi – di bovini ma anche di altri ruminanti – costituiscono una importante fonte di metano che non decresce, anzi aumenta di anno in anno. La buona notizia è che in Europa, negli ultimi tempi siamo diventati più green è le emissioni che sono state registrate sono nettamente in calo, inferiori rispetto a quelle degli altri paesi. Tuttavia la situazione resta preoccupante e urge un’inversione di rotta da parte nostra, prima che sia troppo tardi.