I bambini sono stati meno colpiti dal covid, stando a quello che dicono le statistiche, infatti nell’intera popolazione risultano meno malati rispetto agli adulti. Tuttavia non sono immuni sicuramente agli effetti collaterali del virus, in particolare quelli dovuti alla quarantena e quindi al lockdown. Sono state fatte molte considerazioni a riguardo, e pare che a soffrirne di più non siano stati i neonati e i lattanti quando i bambini più grandi. Infatti, nella fase in cui avevano maggiormente bisogno di interazioni sociali, di giocare con i propri coetanei e vivere all’aperto, sono stati costretti alla vita sedentaria delle mura domestiche.

Per quel che riguarda i più piccoli invece, secondo gli esperti il danno è minore, il che vuol dire che risentono in maniera meno significativa degli effetti del lockdown. Infatti, nei primissimi anni di vita sono più importanti i rapporti con i genitori e con i membri più stretti della famiglia; il problema sorge invece in età scolare, quando i bambini cominciano a interfacciarsi con l’ambiente esterno. Per fortuna ora è forse passato il peggio, i bimbi potranno parzialmente riprendere con la vita normale, almeno per alcune attività all’aperto. La preoccupazione principale era la seguente, ovvero che i bambini possano sviluppare dei disturbi comportamentali a motivo della reclusione in casa.

E se in Italia il peggio sembra passato, o quasi, in altri paesi la pandemia è ancora dilagante e il pericolo è reale. Ad esempio, negli Stati Uniti, i genitori sono molto preoccupati dal momento che le interazioni sociali sono state sostituite da un semplice schermo. Per quanto anche la didattica a distanza sia una soluzione efficace e per quanto abbia rimpiazzato le lezioni in maniera abbastanza soddisfacente, i bambini hanno dovuto rinunciare a tutto il resto. La scuola infatti è fatta anche di amicizia, giochi e socializzazione, altrettanto importanti rispetto alle lezioni.