L’ennesimo disastro ambientale è avvenuto in Alaska, dove c’è stato un terribile sversamento di petrolio da una nave preposta al trasporto, per la precisione 15mila litri. Ancora non è chiara la dinamica dell’incidente, probabilmente alla base di tutto questo c’è stata una negligenza da parte di uno degli addetti; è stato ipotizzato infatti, che uno dei serbatoi fosse stato chiuso male, ma ancora non è stato accertato, non si conosce il nome del responsabile. Per fortuna non ci sono stati ingenti danni alla fauna locale, e secondo quanto riportato dalle fonti locali il problema è che il fiume principale della zona è stato contaminato, il che è problematico per gli abitanti locali.

Al momento il fiume è sotto osservazione da parte degli esperti, inoltre gli operai sono già all’opera per rimuovere il petrolio dal luogo. Il problema inoltre, è che il disastro è divenuto noto dopo giorni dall’accaduto: infatti lo sversamento c’è stato nello scorso mese di giugno, ma solo da poco è stato lanciato l’allarme. Le autorità del posto hanno aperto un’indagine per capire chi fosse il responsabile, sulla nave, della fuoriuscita di petrolio. Intanto tutti i trasporti sono stati sospesi e il traffico resterà bloccato fino a quando non saranno ristabilite le condizioni ottimali dell’ecosistema.

Il fiume si chiama Kobuk e il danno è importante dal momento che tale fiume rappresenta l’unica fonte di approvvigionamento idrico per molti degli abitanti del posto. Inoltre tale fiume, che si estende per oltre 600 km, ospita anche una grande varietà di pesci che sono una importante fonte di sostentamento. A motivo dell’allarme sanitario e di quel che è accaduto durante la quarantena, i soccorsi hanno impiegato più tempo rispetto a quanto avrebbero altrimenti. Ad ogni modo, tutte le forze si sono messe all’opera per bonificare quanto prima l’ambiente e garantire un futuro sereno agli abitanti.