La peste bubbonica è una terribile malattia che si conosce per la terribile fama che si è conquistata nel medioevo, dato l’enorme numero di morti che ha causato. Eppure, nonostante l’evoluzione in termini di medicina e di conoscenze igienico-sanitarie, oggi rappresenta ancora una minaccia. Il primo caso infatti è stato isolato sabato e si tratta di un uomo della Mongolia, un pastore locale che è risultato positivo e che ora è in condizioni stabili. L’uomo è stato isolato, è in quarantena, e tutti coloro che sono venuti in contatto con lui sono sotto osservazione, le autorità locali hanno agito in maniera alquanto tempestiva.

Prima di tutto hanno proibito la caccia e il consumo di animali selvatici in zona; già dopo lo scoppio della pandemia da coronavirus gli abitanti del posto hanno avuto delle limitazioni a riguardo. Tali limitazioni sono state messe in atto in altre regioni della Cina – anche se non sono servite a molto. Il nuovo pericolo che è cominciato dalla Mongolia con la peste bubbonica avrebbe come causa scatenante il consumo di animali selvatici. In questo caso l’animale è la marmotta, che localmente viene consumata perché ritenuta di grande beneficio, come da tradizione locale. Infatti, da secoli si ritiene che il rene crudo della marmotta sia un rimedio molto efficace e naturale per mantenere una buona salute.

La peste bubbonica si trasmette proprio tramite la marmotta, infatti l’uomo che è risultato positivo aveva consumato della carne di marmotta. Vi sono anche altri roditori che possono trasmettere la malattia, ecco perché il consumo della carne di animali selvatici è controindicato. In realtà questo è risaputo da anni, ma solo negli ultimi tempi c’è una maggiore attenzione, soprattutto dopo la diffusione del coronavirus. Sono state prese tutte le precauzioni per evitare che anche quest’epidemia si diffonda ulteriormente, causando altri morti.