Il film dell’anno, la versione polacca di 50 Sfumature di grigio, è stato oggetto di polemica, dal momento che le sue scene sarebbero pericolose. A farlo presente all’amministratore delegato di Netflix è stata la cantante inglese Duffy, che è particolarmente sensibile a quest’argomento, dal momento che l’ha vissuto in prima persona. L’artista ha scritto una lettera aperta al colosso dello streaming esprimendo tutte le sue perplessità a riguardo su 365 giorni, un film che negli ultimi tempi è divenuto particolarmente noto. La trama è la seguente: un boss mafioso, bello e seducente, dai caratteri mediterranei, rapisce una donna polacca che si trova in vacanza in Sicilia.

La costringe a vivere con lui per 365 giorni, da cui il titolo del film, per farla innamorare; ovviamente non mancano scene di erotismo spinto che richiamano 50 sfumature. Ma stavolta il messaggio è diverso, anche secondo Duffy, che fa notare in che modo sia stato reso normale il rapire una donna per farla innamorare. Non è solo un film, dice lei, ma è un travisamento di un messaggio che deve essere ben chiaro oggi, altrimenti il problema potrebbe non essere mai risolto. Il successo del film è stato tale che alcune ragazze hanno chiesto all’attore che interpreta il protagonista di rapirle, questo è il delirio raggiunto sui social.

Per alcuni sembra un capolavoro dell’erotismo, per altri un capolavoro del trash, ma una cosa è certa secondo colei che ha denunciato. A soffrire di più per la messa in scena del fenomeno sono proprio le vittime che nella vita vera hanno subito una tragedia del genere. Tra queste c’è proprio lei, la cantante che si è allontanata dal proprio pubblico proprio perché non riusciva a superare quel tragico evento, in cui venne tenuta prigioniera, drogata e stuprata per giorni, vittima del suo aguzzino.