Con la paura del coronavirus, in alcuni paesi molti stanno abbassando la guardia per quel che riguarda altre infezioni fatali. E, dato che è cominciata la stagione estiva e le persone potranno cominciare a fare il bagno, vale la pena fare alcune considerazioni. In agguato infatti, c’è un patogeno molto negli Stati Uniti, nelle acque dei laghi, un micro organismo che porta a morte in una settimana. Si tratta della Naeglera fowleri, un tipo di ameba che causa importanti infezioni al cervello, ragion per cui le autorità hanno messo in guardia gli abitanti. Dopo l’ennesimo caso di malattia infatti, il Dipartimento della Salute in Florida, ha diramato l’allarme cercando di avvertire i cittadini sul potenziale pericolo.

Ma come si prende l’infezione? Ebbene, l’ameba in questione popola le acque dei laghi, e se in Italia non è molto frequente – sono stati registrati pochissimi casi nel corso dei decenni – purtroppo non si può dire la stessa cosa degli Usa. Nel momento in cui un soggetto entra in acqua il patogeno penetra nel suo corpo tramite le vie nasali; avete capito bene, basta mettere la testa sott’acqua per andare incontro a conseguenze terribili. Una volta penetrato nel cervello tramite le vie nasali, il patogeno comincia letteralmente a nutrirsi di quel che trova, ovvero tessuto cerebrale.

Inizialmente la malattia si presenta con mal di testa, nausea, vomito, torcicollo e irrigidimento: sintomi che possono sembrare banali, possono essere ricondotti a una semplice influenza. Ma data l’entità del pericolo, non bisogna mai sottovalutarlo, anzi, i medici hanno avvertito che, anche al minimo sospetto bisogna recarsi in ospedale. Uno dei problemi fondamentali infatti è che l’infezione da ameba viene diagnosticata quando è troppo tardi per mettere in atto delle strategie terapeutiche. Così, nel giro di una settimana, può portare inevitabilmente e irrimediabilmente a morte.