Si chiama End the Cage e vuol dire fine delle gabbie: il riferimento è a tutti quegli animali che ad oggi sono costretti a vivere all’interno delle gabbie che riempiono gli allevamenti. E l’Italia in tal senso si posiziona al 17esimo posto in classifica, considerando anche gli altri paesi dell’Unione Europea. Il movimento è volto a migliorare la qualità di vita di questi animali, che conducono una misera esistenza, rinchiusi in stretti spazi nei quali non riescono spesso neppure a muoversi. L’invito è quello di costruire delle strutture che siano prive di gabbie, in modo tale che gli animali abbiano un ampio margine di libertà, nei limiti del possibile.

Secondo quelle che sono le stime ufficiali, in Italia la maggior parte degli animali nel nostro paese è destinato a vivere all’interno di una gabbia. Tra questi animali ci sono quelli maggiormente consumati dagli italiani, ovvero maiali, bovini e galline; dato che la sofferenza di questi animali passa spesso inosservata agli occhi della gran parte della popolazione, è stato proposto un metodo per ovviare a ciò. Le associazioni animaliste hanno lanciato dei messaggi tramite social network che serviranno, in modo pacato e civile, ma deciso, in modo tale da attirare l’attenzione delle autorità. In particolare sono stati “bersagliati” due ministri, i quali, si spera, vogliano far qualcosa a riguardo, cambiando una volta per tutte la situazione.

I ministri Roberto Speranza e Teresa Bellanova, che sono responsabili rispettivamente del Ministero della Salute e del Ministero delle Politiche Agricole, sono aperti al dialogo. Sia loro che le associazioni animaliste in realtà rispecchiano quella che è un’idea comune dei cittadini non solo italiani ma anche europei. Le notizie sulla salute degli animali infatti si diffondono, e oramai è cosa nota che gli animali sottoposti a una vita di sofferenze e la sensibilità delle persone a riguardo è aumentata.