Gli elefanti sono animali molto discussi, soprattutto negli ultimi tempi: in particolare quelli che vivono in Tailandia, o forse sarebbe più opportuno dire che sopravvivono. Infatti la loro esistenza è riempita dalle sofferenze e dalle torture a cui vengono sottoposti sin da giovanissimi, con il solo scopo di intrattenere i turisti. Ecco perché sono addestrati in maniera crudele, affinché siano abbastanza docili da non opporsi ai giochi che vengono presentati ai visitatori. L’obiettivo finale è quello di ottenere degli animali docili e sottomessi che siano facili da gestire anche per coloro che non li hanno mai visti prima d’ora, ovvero i turisti.

Durante il periodo della quarantena il fenomeno non si è attuato, anzi è peggiorato e gli animali non hanno avuto via di scampo neppure in assenza di visitatori. Quando non sono che cuccioli, vengono tolti alle loro madri e sottoposti a metodi atroci, ad esempio vengono tirati con delle corde o peggio, con delle catene. Negli ultimi giorni i video dei maltrattamenti hanno fatto il giro del mondo e sono divenuti alquanto celebri, dato che mostrano dei gesti di crudeltà inaudita. Per addomesticare gli elefanti, vengono loro bloccate le zampe in modo da limitare i movimenti; inoltre, ogni volta che commettono un errore o fanno un passo falso vengono puniti con delle percosse o con degli strumenti affilati.

Quelli che per i turisti possono sembrare degli animali sereni e in armonia con la natura in realtà hanno alle spalle una storia triste fatta di abusi e maltrattamenti. Secondo le stime della World Animal Protection, l’associazione che si occupa della tutela degli animali selvatici, gli elefanti che vengono sfruttati ogni anno sono circa 2800. Sono sottoposti alle atroci torture raccontate dagli animalisti, che li rendono ammaestrati eliminando ogni istinto animale; la sofferenza va avanti da anni e non sembra che vi sia intenzione di porvi una fine.