Il vaccino per il coronavirus non è ancora stato ultimato ma c’è chi, come tentativo disperato, tenta di somministrare medicine per prevenire il disastro. In particolare i paesi più poveri come quelli dell’America Latina stanno pagando le conseguenze delle azioni di pochi che, pensando di fare del bene stanno peggiorando delle situazioni già tragiche. In Amazzonia infatti vivono molte tribù di indigeni che non hanno modo di curarsi e che durante la pandemia sono rimaste abbandonate da governi e istituzioni. Si tratta di persone fuori dal resto del mondo che, a motivo della loro povertà stanno morendo giorno dopo giorno.

In tali paesi alcune comunità evangeliche e alcuni sindaci stanno distribuendo un farmaco, spacciandolo per vaccino anti covid. Si tratta di un antiparassitario e insetticida per uso animale e si chiama ivermectina; non solo è del tutto inutile nella risoluzione del coronavirus, ma rappresenta anche una minaccia per l’organismo umano. Infatti gli effetti collaterali sono molto gravi, e possono variare dalla diarrea a un vero e proprio attacco cardiaco. Molti sono coloro che, spinti dalle autorità si sono sottoposti a questo trattamento, così l’ivermectina è stata somministrata a migliaia di persone, come se si trattasse di una vera e propria manna dal cielo.

Molti non vedendo alternative, dal momento che il virus sta decimando la popolazione locale, hanno tentato la sorte e hanno accettato il trattamento. Dopo la diffusione della notizia si spera siano terminate le missioni dei volontari che stanno somministrando massicce dosi di farmaco alle persone. Intanto, come fanno notare le fonti locali, in America Latina per mancanza di risorse gli abitanti si vedono costretti a ricorrere a metodi casalinghi, a cure improvvisate perché terrorizzati dagli effetti del virus. Infatti la sola Amazzonia conta un quarto di tutti i casi totali presenti nel mondo, delle cifre spaventose che per ora non migliorano affatto.