La Corrida è un evento che da sempre ha destato molte polemiche, sia in Spagna che nel resto del mondo, dal momento che la crudeltà usata verso i tori è un qualcosa di inaudito. Nelle ultime settimane sono stati diffusi alcuni video che hanno mostrato al mondo alcune sfumature di questa tragica tradizione che si perpetua da anni e anni. I tori sono massacrati in età giovanissima, infatti al momento dell’uccisione spesso non hanno neanche più di tre anni; le scene sono raccapriccianti, spesso le carni vengono macellate e vendute agli spettatori senza il minimo rispetto delle norme igienico-sanitarie.

A questo si aggiungono le atroci sofferenze dei tori che spesso sono colpiti con degli strumenti affilati: questi non provocano loro una morte immediata, ma delle prolungate sofferenze. Si possono vedere, nei video di denuncia che sono stati fatti, i fiumi di sangue proveniente dai corpi degli animali, che sono uccisi davanti a un ampio pubblico. Quella della Corrida è un’usanza dura da estirpare e, nonostante gli spettacoli siano in diminuzione secondo le statistiche, gli impiegati del settore non sono in calo ma tutt’altro. Le carni che vengono ricavate dai macabri spettacoli sono tranquillamente vendute nelle macellerie e nei ristoranti locali, come se si trattasse di prodotti comuni.

Dietro quelle carni però c’è una terribile storia di violenza e crudeltà verso gli animali. In alcune città non si mette in scena lo spettacolo “classico” del toro nell’arena, ma la sofferenza è prolungata. I giovani tori vengono liberati per le strade della città e inseguiti con degli strumenti appositi, fino a quando, dopo lunghe torture, non vengono uccisi. Ci sono degli allevamenti appositi per queste attività e, gli animali sin da piccoli sono destinati a morire: la cosa aberrante è che una buona parte dei finanziamenti per tali attività proviene dall’Unione Europea.