Doveva essere un’oasi di pace e serenità, invece si è trasformato in un vero e proprio incubo per gli animali che accoglie. Stiamo parlando del parco della penisola di Magdalena, una località spagnola che ospita diverse varietà di animali. La situazione in tempi di quarantena è degenerata e, gli animali che sono dei veri e propri prigionieri stanno letteralmente morendo poco alla volta. Le immagini sono alquanto tristi, infatti mostrano scene deplorevoli come un leone marino che, morto da giorni, è rimasto nello specchio d’acqua, parzialmente coperto da un volgare sacchetto della spazzatura. Questa foto è emblematica e ha toccato il cuore di molti, dal momento che rappresenta la situazione di molti animali.

Tuttavia in questo caso, è addirittura peggio, dal momento che il parco non ospita animali abituati a vivere in ambienti del genere. Invece ci sono foche, peoni marini e pinguini, che sono soliti vivere in posti molto più freddi e che, una volta trapiantati in un diverso habitat vanno incontro a notevoli sofferenze. Ecco quel che sta accadendo in Spagna, in maniera molto lenta ed inesorabile: al fatto che gli animali non vivono nel loro habitat naturale si aggiunge la mancanza di cure da parte dei gestori della struttura, che non assicurano agli animali le giuste cure.

Questi animali, anche dopo aver attraversato notevoli sofferenze, anche dopo essere morti rimangono abbandonati e spesso i responsabili neppure si accorgono della loro dipartita, né fanno qualcosa per migliorare le loro sorti. Gli animalisti, alquanto scossi, come il resto della popolazione, hanno lanciato innumerevoli proteste per salvare quegli animali che sono sì in pessime condizioni, ma che potrebbero ancora avere salva la vita, se aiutati in tempo. Bisognerebbe infatti rimpatriarli prima che sia troppo tardi, riportarli nel loro habitat naturale prima che muoiano di stenti e sofferenze in un ambiente che non appartiene loro.