Cuccioli in vendita per un valore di 30mila dollari: questo sta accadendo in Africa, per la precisione nell’Haut Niger National Park, in Guinea. La denuncia arriva dagli animalisti locali, che all’interno del parco menzionato lavorano come volontari occupandosi dei cuccioli che sono vittime dei bracconieri. Vi spieghiamo come funziona: i più piccoli sono quelli che vengono presi di mira, ma per cacciarli vengono sacrificati altri membri della famiglia. Infatti, quando un cucciolo viene attaccato da un bracconiere, tutti i membri della sua famiglia tentano in ogni modo di difenderlo per evitargli il peggio, rimettendoci spesso la vita.

E, mentre i cuccioli vengono vengono catturati e venduti come animali da compagnia, i familiari più adulti sono macellati e la loro carne, conosciuta in tutto il mondo come bush meat, viene venduta sul mercato nero. È un commercio sommerso ma molto fiorente, che frutta milioni di dollari ogni anno e che ad oggi va avanti in maniera indiscriminata. Ecco perché è stato fondato lo Chimpanzee Conservation Center, che si occupa proprio di dare assistenza a tutti gli esemplari che si sono salvati per un pelo, tutti coloro che hanno perso la famiglia perché ammazzata dai bracconieri. I volontari del centro offrono una concreta speranza a questi animali, soprattutto quelli di piccola taglia, che quando perdono i genitori restano soli.

Una volta che la loro famiglia viene massacrata infatti, questi hanno elevatissime probabilità di essere predati da altri animali, o da altri bracconieri. Gli acquirenti che fanno maggiormente affari in tale ambito provengono dalla Cina e dal Medio Oriente, ed esiste una vera e propria catena che vede il bracconiere guadagnare 2mila dollari per ogni cucciolo fornito. Il prezzo finale si aggira attorno ai 30mila dollari, che è il costo del cucciolo da compagnia, strappato alla propria famiglia e costretto a vivere in una nuova, responsabile dell’omicidio dei genitori.