La riapertura dei parchi ha portato con sé la crudeltà delle persone che, non accontentandosi di danneggiare le strutture pubbliche, ledono direttamente gli animali. Quanto è accaduto nei Giardini Reali di Monza a tal proposito spezza il cuore; la situazione è stata denunciata da una volontaria della Leidaa, l’associazione che durante la quarantena si è presa cura degli animali dei malati. Molte opere di bene sono state compiute dai volontari, ma sembrano essere vanificate dagli atti meschini di pochi cittadini sadici che feriscono gratuitamente e senza alcun motivo gli animali selvatici. Le cose che ha raccontato la volontaria in questione, Barbara, fanno rabbrividire, si è ritrovata davanti delle scene raccapriccianti.

Ad esempio nelle scorse settimane la giovane si è imbattuta in una lepre scuoiata e crocifissa, posta su un albero come a voler significare qualcosa. Si tratta di maltrattamenti atroci e non è chiaro se dietro ci sia un significato rituale o se si tratti solo di una trovata goliardica che secondo gli autori dovrebbe essere divertente. È disarmante il fatto che, coloro che sembrano comuni cittadini siano in grado di mettere in atto tali scenari orrorifici e terribili al solo pensiero. Sono state avanzate delle proposte per controllare meglio il traffico di persone che circolano all’interno del parco, come l’introduzione del biglietto a pagamento.

Alternative del genere forse potrebbero contribuire ad arginare il fenomeno, ma penalizzerebbero la possibilità di un giro al parco ad altri che, quegli animali, non li sfiorerebbero con un dito. Nei giorni dopo il lockdown è stato ritrovato dalla stessa ragazza un piccione trafitto da una freccia; nonostante si trattasse di una scena cruenta, per sensibilizzare la popolazione Barbara ha deciso di condividere lo scatto. Solo in tal modo si può creare un senso di responsabilità nella popolazione suscitando l’attenzione di coloro che dovrebbero intervenire.