Ricordate la promessa fatta dalla Cina, secondo cui avrebbero smesso di consumare animali selvatici e domestici come cibo? Ebbene, alcune usanze sono difficili da sradicare e, anche se la legge parla chiaro, è sempre più difficile venire incontro a una popolazione che da secoli si ciba anche di cani e gatti. Quel che si è verificato negli ultimi giorni lo dimostra, infatti sono stati trovati 700 gatti in alcune gabbie, che altro non aspettavano se non la morte. A fare la macabra scoperta un’attivista locale, Li, una ragazza che ha ripreso le scene cui si è trovata davanti e ha fatto in modo che le autorità intervenissero.

I gattini erano tutti stipati, ammassati all’interno di gabbie arrugginite che non davano loro il minimo spazio per muoversi. Piangevano, miagolavano dalla disperazione, chissà quanto tempo sono stati tenuti in tali condizioni, e forse addirittura la morte per loro sarebbe stato un atto di clemenza. Erano detenuti nel cortile di un albergo, e fra qualche giorno sarebbero stati macellati e mangiati mettendo ancora una volta a rischio la popolazione. Infatti, se sono state fatte delle norme che vietano tali abitudini alimentari c’è un motivo ben preciso, ma a quanto pare neppure le migliaia di morti riescono a eliminare le terribili pratiche perpetrate nei confronti degli animali.

I 700 piccoli sono stati recuperati e portati a un veterinario locale, che si è preso cura dei gattini e si è assicurato che stessero bene. Per fortuna non hanno riportato gravi danni, anche se, la permanenza nelle gabbie anguste e strette ha causato loro qualche problema fisico. Ma ora sono liberi, non verranno più massacrati in nome di una tradizione terribile e potranno continuare a vivere come animali domestici, rispecchiando la loro natura. Grazie a tutte le persone come Li, il mondo potrebbe diventare poco alla volta un posto migliore.