Una storia fatta di maltrattamenti e abusi dove, a subire le conseguenze è un leoncino di pochi mesi. È emersa l’ennesima testimonianza del fatto che gli animali, anche se si sostiene che vengano trattati bene negli zoo, subiscono sempre e comunque delle violenze. Il leoncino menzionato, un piccolo di pochi mesi, è stato strappato all’affetto della madre precocemente e abituato alla vita in prigione, in uno zoo della Russia. La storia ha fatto il giro del mondo per le metodiche particolarmente cruente utilizzate dai gestori della struttura per rendere il leone più calmo e ubbidiente. Dato che l’animale era alquanto ribelle e rifiutava di prestarsi eccessivamente per intrattenere il pubblico lo hanno immobilizzato in maniera permanente.

Dopo svariate torture, come ad esempio rovesciare continuamente l’acqua ghiacciata sul corpo dell’animale per spaventarlo e sottometterlo. Per arrivare a un atto davvero terribile e disumano, spezzando le zampe al cucciolo per impedirgli di camminare e permettere quindi ai turisti di fotografarlo senza che questo si ribellasse. È incomprensibile in che modo sia stato possibile, umanamente parlando, sottoporre l’animale a tali indicibili sofferenze. Il caso ha suscitato la rabbia generale della popolazione e non solo degli attivisti e degli animalisti, anzi la notizia è arrivata anche alle orecchie di Putin.

Così alla fine sono intervenute le autorità a salvare la vita a colui che è stato ribattezzato Simba, il coraggioso leone che è riuscito a sopravvivere nonostante tutto quel che ha subito. I volontari del rifugio che ha preso in cura il piccolo Simba, hanno curato le sue zampe in modo che potesse ricominciare a camminare. In un primo momento le speranze non erano molte, ma con grande gioia dei volontari, dopo le operazioni di un noto veterinario locale, il piccolo ha ricominciato a camminare, passo dopo passo, verso un futuro migliore.