Non accarezzare animali selvatici come cervi e caprioli, se questi si trovano sulla nostra strada: queste le avvertenze delle autorità forestali e degli esperti del settore. Anche se per molti potrebbe essere difficile stare alla larga da un cucciolo, che ispira tenerezza e compassione, i motivi per farlo ci sono e sono più che validi. Uno spiacevole avvenimento c’è stato in Piemonte, dove un cucciolo ha perso la sua famiglia proprio per colpa di alcuni che, mentre passeggiavano, non hanno seguito l’unica indicazione data loro. Così cedendo, hanno accarezzato il piccolo: un semplice tocco che poteva costare al capriolo la vita.

Per fortuna è stato trovato dagli agenti della forestale, che lo hanno preso in carico, evitandogli il peggio. È bastato infatti un lieve tocco affinché la madre non lo riconoscesse più come suo, fenomeno molto comune in natura. Infatti per la mamma è molto importante l’olfatto e tramite questo riconosce i propri figli; quindi anche se c’è un lieve cambiamento viene percepito come un pericolo, ragion per cui la madre per timore di imbattersi in una minaccia preferisce abbandonare la sua stessa prole. La domanda è: vale davvero la pena far rischiare la vita a un cucciolo di poche settimane solo per una carezza?

La risposta è abbastanza ovvia, soprattutto dopo quel che è avvenuto in Piemonte, dove, per poco il capriolo non ci ha rimesso la vita. È stato trovato dalla forestale solo e abbandonato, affamato e senza alcuna cura: ora, quando sarà rimesso in libertà sarà sicuramente dura per lui inserirsi nuovamente nel suo ambiente naturale. Tutto ciò è molto importante dal momento che, proprio dall’inizio della quarantena, gli animali selvatici sono venuti a contatto con gli uomini, vincendo la paura e invadendo le strade e mettendosi così a rischio, senza averne neppure la consapevolezza.