Ennesimo caso di traffico illegale di cuccioli: ultimamente le notizie a riguardo sono in aumento e lo scopo è quello di sensibilizzare il pubblico nei confronti di un tema che è molto importante, in quanto a soffrirne sono i piccoli. Cuccioli che vengono strappati alle loro madri in tenera età e vengono venduti come se si trattasse di oggetti inanimati. Stavolta a essere fermato è stato un cittadino ungherese a bordo di un furgone con targa ungherese. Trasportava 49 cuccioli di razze diverse, tutte che avevano una caratteristica in comune, ovvero il fatto di avere un elevato valore commerciale.

Si trattava infatti di razze vendute a prezzi più che elevati sul mercato nero; alcuni di questi cuccioli inoltre non erano neppure provvisti di microchip. Purtroppo il mercato nero per quel che riguarda i cuccioli di cane è un settore sempre fiorente, dal momento che gli acquirenti non sempre sono consapevoli dello scenario che sottende l’acquisto di un cucciolo. Ecco perché, come fanno notare gli agenti della polizia bisogna sempre richiedere alcune condizioni alle quali bisogna non essere flessibili. Ad esempio il pedigree, che per alcuni potrebbe sembrare un semplice capriccio, invece può garantire un certo stato di salute e quindi scongiurare delle spiacevoli patologie.

Spesso accade che, acquistando dei cuccioli importati illegalmente – spesso dall’Est Europa, i cui paesi rappresentano i maggiori fornitori – si finanzia pur senza volerlo un mercato illegale. Un mercato che purtroppo non prevede alcun controllo sanitario nei confronti dei cuccioli che non vengono minimamente curati, anzi vengono trasportati in condizioni scomode e disumane. Spesso durante il tragitto possono riportare ferite dovute alle ristrettezze degli spazi in cui sono costretti, e, una volta arrivati a destinazione risultano malati. Ma, trattandosi di razze pregiate, ne derivano affari molto convenienti per i trafficanti, ragion per cui i fattori etici passano in secondo piano.