Quest’anno non avremo un tormentone estivo firmato Fabio Rovazzi, cosa a cui eravamo abituati negli anni scorsi. Il motivo è molto personale e lo ha spiegato il dj in persona al Corriere della Sera: infatti questa pandemia gli ha portato via un affetto molto importante. Ecco perché non ha ritenuto necessario scrivere e pubblicare un pezzo allegro e, anche se lo avesse fatto sarebbe risultato falso. Purtroppo Rovazzi ha perso il nonno durante la pandemia, ragion per cui ha ritenuto corretto, per coerenza e per rispetto del nonno, non pubblicare il solito tormentone estivo. Ha spiegato bene le sue motivazioni, più che comprensibili.

Il suo scopo gli anni scorsi è stato quello di trasmettere allegria, positività e, se lo avesse fatto anche quest’anno con la situazione che si è ritrovato a vivere, sarebbe stato falso. Si sarebbe trattato infatti di una finzione e i fan se ne sarebbero accorti; non solo quindi si tratta di rispettare il suo lutto, che ancora lo tormenta, ma anche il suo pubblico. Il produttore e dj si è lasciato sfuggire qualche parola sulla vicenda relativa alle RSA, narrando il suo incubo anche se non è sceso molto nei dettagli; ma, del resto, tutti siamo a conoscenza della vicenda che ha interessato la Lombardia in tempi di coronavirus.

Inutile cercare il colpevole, dice Rovazzi, inutile anche fare polemiche e prendersela con altre persone: purtroppo questa piaga non ha responsabili, è qualcosa che si è abbattuto sul pianeta inesorabilmente. Anche se ha espresso un certo disappunto dei confronti dei gilet arancioni che si sono radunati a piazza Duomo infrangendo ogni norma relativa alla sicurezza, come a svalutare tutti i sacrifici fatti fino ad ora, come se si volessero vanificare gli sforzi da parte della popolazione. In particolare la critica è andata alle autorità che non hanno esercitato il loro potere in maniera adeguata.