In Olanda saranno uccisi a migliaia i visoni destinati fino ad oggi a divenire pregiate pellicce. Non si tratta di un’inversione di tendenza, tantomeno di una sorta di pietà che risparmierebbe agli animali le atroci sofferenze prima della morte. Anche in questo caso, come in molti altri che riguardano gli animali, il responsabile è il coronavirus, che ha spaventato non poco i responsabili degli allevamenti. La scoperta terribile risale a maggio, quando sono stati trovati degli esemplari infetti che hanno destato preoccupazione nei veterinari. Da qui la decisione unanime di medici e allevatori di sopprimere gli animali, per evitare ulteriori rischi per i lavoratori.

Infatti, secondo quanto rivelato dalle autorità sanitarie locali, sono all’incirca una ventina i visoni risultati positivi al test per il covid. E ora, si ha la quasi certezza che almeno due degli operatori venuti a contatto con tali visoni siano stati contagiati, anche se non hanno mai mostrato sintomi. Ecco dunque perché, come una sorta di misura precauzionale saranno abbattuti tutti gli animali degli allevamenti in questione, determinando di fatto una grossa perdita economica. Saranno dismessi gli allevamenti con la soppressione di circa 20mila esemplari di visone che, altrimenti, sarebbero morti in un modo alquanto brutale.

Infatti, di solito il destino che attende i visoni non è migliore rispetto a quello cui sono destinati le migliaia di esemplari olandesi. Vengono massacrati lentamente, poco alla volta per non danneggiare la qualità della pelliccia, per non renderla inutilizzabile. Le pratiche messe in atto per produrre le pellicce sono tristemente note al pubblico e provocano agli animali una grande sofferenza. Fra quattro anni gli allevamenti delle torture di visoni saranno resi illegali, quindi ci sarà lo stop una volta per tutte a questa pratica barbarica. Questo rappresenta un enorme traguardo che premia delle battaglie portate avanti per decenni.