Il canile delle torture: così si potrebbe definire la struttura trovata in provincia di Catanzaro, dove le forze dell’ordine hanno sequestrato 66 cani. Questi ultimi erano tenuti in pessime condizioni, che per nulla sono consone alla loro natura, anzi l’esatto opposto. È stato trovato nella località di Iano’  il canile in cui i cani più che custoditi erano detenuti in condizioni di prigionia: quest’ultima osservazione è riferita alle catene con le quali i piccoli e grandi animali erano legati. Catene molto corte che non permettevano loro neppure movimenti minimi; inoltre i box in cui erano imprigionati erano fin troppo piccoli per contenerli.

C’è da sottolineare che i cani erano di tutte le età e dimensioni, infatti tra questi sfortunati prigionieri sono stati trovati 10 cuccioli. Alcuni di essi avevano meno di un mese di età, ma questo non ha garantito loro un occhio di riguardo o un trattamento di favore da parte degli operatori. I box erano raggruppati in due capannoni di cemento, tavole e lamiera, due strutture alquanto trascurate, come le condizioni degli animali che ospitavano. Un aspetto che i cani trovati hanno in comune è che sono tutti di razze considerate pregiate e quindi hanno un alto valore, economicamente parlando.

Dopo aver smascherato tutte le irregolarità nonché le condizioni igienico-sanitarie che vigevano nel capannone, condizioni non degne di animali, gli animali sono stati portati via. I responsabili hanno loro impiantato il microchip necessario per legge in modo da permetterne l’identificazione. Alcuni di questi cani erano violenti, proprio perché addestrati ad un comportamento tale: essendo utilizzati per attività come la caccia al cinghiale. Ecco perché i responsabili della struttura avrebbero rilasciato a chi li desiderava dei veri e propri animali da combattimento. Ora gli animali sono stati sequestrati in attesa di stabilire il luogo in cui potranno essere stabiliti definitivamente.