La storia che stiamo per raccontare è alquanto raccapricciante, ma è giusto che si sappia, come ha voluto Giulia, la narratrice originale. Giulia è una volontaria dell’Enpa di Asolo, località in provincia di Treviso: era una mattinata come tante quando si è imbattuta in quattro cuccioli, o almeno quel che ne restava. Mentre correva immersa nel verde della natura ha sentito delle urla strazianti che provenivano da un fosso, quindi si è avvicinata. Quando è giunta nel punto preciso da cui provenivano le urla, ha realizzato: quattro cuccioli di un giorno massimo, erano stati appena affogati proprio in quel punto, in uno specchio d’acqua.

Il loro cordone ombelicale era ancora attaccato al corpo quando qualcuno ha deciso di toglier loro la vita nel modo più brutale che si potesse immaginare. E a rendere il fatto ancor più agghiacciante è che prima di Giulia, nello stesso punto sono passate altre persone, che verosimilmente hanno sentito le urla ma hanno preferito proseguire oltre. Nella massima indifferenza si sono allontanate come se quel che stava accadendo non fosse un loro problema, mentre i quattro piccoli venivano brutalmente trattenuti sott’acqua, prima di morire annegati. Due di loro sono stati velocemente rianimati dalla soccorritrice, che è riuscita ad intervenire con prontezza e tempestività.

Per gli altri purtroppo, non c’è stato nulla da fare; sul loro volto, la terribile smorfia della paura della morte. Avevano ancora la bocca aperta, hanno tentato di tutto per salvarsi ma alla fine non ce l’hanno fatta, la forza dell’uomo ha avuto la meglio. Nonostante si tratti di un racconto molto crudo, le cui immagini si presentano spietate e senza un briciolo di umanità, Giulia ha voluto che si sapesse quanto accaduto. Perché l’abuso sugli animali, deve finire una volta per tutte e, se non sono graditi i cuccioli si può ricorrere alla sterilizzazione.