Potrebbe essere la svolta epocale, in Cina, quella che riguarda i cani e il festival di Yulin: per la prima volta nella storia del paese infatti il governo sembra aver preso seri provvedimenti. Non solo sarà vietata infatti la macellazione di cani e gatti in quanto animali domestici da secoli, quasi per definizione, ma saranno abolite tutte le manifestazioni del celeberrimo festival che ogni anno ha massacrato migliaia di cani tra atroci sofferenze. Finalmente, dopo la pandemia che ha reso fin troppo ben noti i rischi del consumo della carne di animali selvatici, la Cina ha fatto un passo in tal senso e ha vietato il consumo della carne di cane.

La notizia ha fatto il giro del mondo, come è giusto che sia, dato che da anni gli animalisti di tutto il mondo lottano per abolire l’orrorifica tradizione di Yulin. Il motivo di tanto astio nei confronti di quella che potrebbe sembrare una banale sagra in cui si consuma della carne di cane è la modalità con cui vengono uccisi i cani. Non in un sol colpo per evitar loro sofferenze, ma sottoponendoli prima a indicibili torture che, secondo gli spietati macellai renderebbe la loro carne migliore. Quindi gli animali sono tenuti in uno stato pietoso per molte ore, dopodiché vengono finalmente uccisi.

Da anni la Humane Society, nota associazione che si occupa di diritti animali, si sta battendo per eliminare questi trattamenti e finalmente ora sembra esserci uno spiraglio di luce, sembra che i governi stiano prendendo consapevolezza. Dopo quel che tutto il mondo ha vissuto con la minaccia del coronavirus una decisione drastica si rende necessaria, per salvaguardare la salute tanto degli animali selvatici, tanto degli esseri umani; i quali, con tali dannose abitudini sono esposti a numerosi rischi dal punto di vista sanitario, come abbiamo potuto ben vedere.