Continuano negli Stati Uniti le proteste per la morte di George Floyd, l’uomo che è morto in seguito all’aggressione da parte di un poliziotto. I risultati dell’autopsia, secondo i quali l’uomo afroamericano non è morto per asfissia, hanno scatenato le proteste in tutto il paese. Non si tratta purtroppo di semplici manifestazioni per strada ma, in molte città americane, a partire da Minneapolis, i cittadini stanno insorgendo e la questione è alquanto pericolosa. Stanno assumendo un aspetto più che violento le proteste che si stanno espandendo a macchia d’olio in tutto il paese, tanto da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

Sono state blindate 25 città a motivo delle violente proteste, è stato istituito il coprifuoco in tali città per preservare la sicurezza dei cittadini. Sale purtroppo il numero delle vittime, che ad oggi sono state 3, mentre gli arresti sono arrivati a 1400. L’intera nazione si è riversata per le strade, i cittadini sono addolorati e rabbiosi, non tollerano quanto accaduto, tantomeno il responso dell’autopsia, che negherebbe le responsabilità del poliziotto. Anche il Presidente degli Stati Uniti si è espresso a riguardo, rendendo note le sue preoccupazioni: il paese, già devastato dalla pandemia sta attraversando una fase tragica.

Il popolo, addolorato e pieno di rabbia, chiede giustizia per la morte di George Floyd, mentre le istituzioni e le autorità cercano di contenere le violente proteste. Trump ha precisato che non permetterà oltre la diffusione di violenza nel paese, dal momento che molte sono le case e le attività che sono andate distrutte a motivo delle insurrezioni. Inoltre ha aggiunto che, nonostante si tratti di una risposta del tutto legittima e del tutto americana, bisogna porre un limite alla violenza distruttiva. Senza dubbio la morte di Floyd è una tragedia, ma va posto un rimedio in maniera diversa, senza danneggiare altre persone.