Si chiamava Fattoria delle Coccole, ma quel che avveniva al suo interno era tutt’altro che sereno e amorevole. Anzi, la fattoria in questione, una onlus che è stata fondata nel 2014 con l’unico scopo di aiutare gli animali in difficoltà, aveva perso di vista questo importantissimo obiettivo. Infatti, dopo aver ricevuto alcune segnalazioni da parte di terzi i carabinieri sono stati costretti a fare irruzione sul posto per accertarsi delle condizioni in cui vivevano gli animali. Quando gli agenti hanno fatto il blitz nella fattoria quel che si sono ritrovati davanti li ha sorpresi in negativo, infatti tutti gli animali erano abbandonati a sé stessi.

Maiali chiusi all’interno di recinti troppo piccoli per le loro dimensioni, ma non solo loro. Costretti sotto il sole bollente senz’acqua e senza cibo, infatti gli animali erano visibilmente malnutriti e disidratatati. Non solo animali da allevamento, ma anche animali selvatici come i cinghiali erano rinchiusi all’interno di un recinto troppo piccolo per loro e decisamente non idoneo alla loro vita, tantomeno alla loro riproduzione. La responsabile è stata denunciata e costretta a pagare una somma di 6mila euro per i crimini commessi: ma ella si è rifiutata di pagare, opponendosi al decreto. Nei prossimi mesi si terrà l’udienza che metterà n chiaro una volta per tutte, il destino della donna e della struttura che gestisce.

Alle pessime condizioni in cui erano tenuti gli animali vivi si aggiungono quelle degli animali morti: infatti questi erano smaltiti in maniera illegale. Come hanno potuto scoprire i carabinieri forestali infatti, nel retro della struttura erano seppellite le carcasse degli animali. Infatti hanno potuto rinvenire uno scheletro di capra e di altri animali, posizionati in un punto nascosto della fattoria. Anziché smaltire i cadaveri per vie legali infatti, i responsabili li hanno nascosti in modo che non venissero trovati.