Trump ha da poco preso una decisione che potrebbe sovvertire il destino di alcune specie selvatiche per ora considerate relativamente al sicuro. La notizia ha fatto subito il giro del mondo, ma non in senso positivo, infatti ha suscitato l’indignazione dei più; in un periodo come questo, in cui gli animali sembrano aver riguadagnato quanto spetta loro di diritto, il Presidente degli Stati Uniti è intenzionato ad espandere i limiti entro i quali è possibile cacciare animali. In particolare ci riferiamo a lupi, orsi e coyote: secondo questo provvedimento che ancora non è ufficiale, i cacciatori avrebbero ogni diritto di piazzare delle esche per i cuccioli, in modo che questi, una volta cascati nella trappola, possano essere uccisi più facilmente.

Si tratta senza dubbio di una pratica barbara per vari motivi, innanzitutto si consideri che, gli animali colpiti sono già potenzialmente a rischio. Inoltre, uccidere questi esemplari non solo vorrebbe dire causare un’immensa sofferenza al territorio ma devastare un intero ecosistema e mettere a rischio una specie. Quindi sarà permessa la caccia in alcuni parchi e riserve naturali: ad attirare maggiormente l’attenzione è l’Alaska, dove gli orsi potranno essere cacciati e uccisi senza che vi sia alcuna conseguenza legale e il motivo di tale strage sarebbe il puro divertimento dei cacciatori.

A schierarsi contro la decisione di Trump non solo le maggiori associazioni animaliste del posto, ma anche il direttore del programma World Animal Protection US, che ha spiegato come tale iniziativa rappresenti una vera e propria barbarie nei confronti dei cuccioli. Anche le compagnie di combustibili fossili sarebbero maggiormente agevolate nelle loro attività in quanto avrebbero minori o inesistenti limitazioni nei territori americani. Il tutto è avvenuto sotto la guida dell’attuale Presidente, che già dallo scorso anno ha permesso ai cacciatori e alle compagnie di combustibili di invadere alcune riserve per sfruttarle a loro piacimento.