I casi di sfruttamento animale non calano, anzi, questa quarantena non ci ha resi affatto migliori rispetto ai mesi precedenti. Stanno venendo alla luce diversi casi di sfruttamento, alcune storie in cui gli animali sono trattati alla stregua di oggetti. Una di queste storie viene dalla provincia di Caserta, dove un ragazzo locale di circa 20 anni è stato colto nel suo allevamento abusivo. Non era un semplice allevamento a voler essere precisi, ma gli animali, per la maggior parte cani di razza pitbull, venivano cresciuti con il semplice scopo di farli combattere. Erano tenuti come veri e propri schiavi, in condizioni invivibili quando sono stati trovati dalle forze dell’ordine.

Il giovane, che aveva già dei precedenti penali per crimini correlati al possesso di armi e stupefacenti, è stato intercettato dai carabinieri. Sono stati loro a liberare i cani dalla morsa del loro aguzzino, che li teneva rinchiusi in uno spazio angusto nel quale non avevano alcuna libertà. La scena è stata deplorevole: i cani erano tutti privi di microchip, tutti tenuti illegalmente; anche se, il termine più adatto sarebbe detenuti. Infatti erano legati al soffitto con delle catene molto corte grazie alle quali i loro movimenti erano molto limitati.

Inoltre i loro corpi erano ricoperti di ferite e cicatrici dovuti al combattimento; a colpire gli agenti è stata una femmina di 4 anni ricoperta dei segni di guerra, risalenti a molti mesi fa. Ciò significa che l’attività va avanti da diverso tempo, ma ora, dopo tanto, è finalmente finito l’incubo per questi animali maltrattati durante tutta la loro vita. Il proprietario per ricavare ulteriori profitti, li faceva accoppiare per poi rivendere i cuccioli sul mercato nero, in quello che era divenuto un importante giro d’affari. Per fortuna alcuni abitanti del posto hanno segnalato le anomalie e i maltrattamenti in modo da salvare la vita ai cani prigionieri.