Soccorrere un animale in difficoltà da molti può essere visto come un dovere morale: quel che non si sa è che spesso, anche avendo le migliori intenzioni, si possono provocare danni che peggiorano la situazione. Ecco perché l’Ente Protezione Animali, abbreviato Enpa, ha stilato una serie di regole su come comportarsi quando ci si imbatte in animali selvatici che ci sembrano in pericolo. Innanzitutto, non bisogna comportarsi allo stesso modo con tutti loro, dal momento che potremmo incontrare sulla nostra strada un cinghiale, un capriolo o un semplice uccellino; questo è valido soprattutto ora, dopo la quarantena che ha permesso a tutti gli animali di uscire allo scoperto.

Dunque se si incontra un cinghiale ad esempio, è bene non scappare, non dare nell’occhio e non avvicinarsi troppo ovviamente. Dato che si tratta di animali potenzialmente violenti, meglio cercare di non farsi notare e allontanarsi molto lentamente, cercando di passare, per quanto possibile, inosservati. Un discorso ben diverso si può fare per quegli uccellini in difficoltà che ancora non hanno sviluppato un piumaggio completo e che spesso vengono trovati a terra, con gli occhi ancora chiusi, fra i boschi. Anche in tal caso non è sempre bene avvicinarsi troppo: la mamma potrebbe essere nei dintorni, potrebbe trovarsi a pochi metri che osserva i suoi figli.

Una volta strappato al suo ambiente naturale, un uccellino del genere è quasi sicuramente condannato a morte certa. Se invece il volatile ha grandi dimensioni ed ha già raggiunto l’età adulta, si può procedere diversamente, sia che si tratti di un uccello, sia che si tratti di un pipistrello. Se doveste imbattervi in uno di questi esemplari feriti e doloranti a terra, la prima cosa da fare è chiamare un apposito centro per l’assistenza; in seguito potrete raccogliere e soccorrere l’animale, lasciando poi la responsabilità a chi è del mestiere.