Oltre 400 animali vittime di maltrattamenti in Calabria, per la precisione in provincia di Catanzaro, dove gli agenti delle forze dell’ordine hanno scoperto un canile abusivo. Oltre a essere stipati all’interno di spazi piccolissimi che non consentivano loro ampi movimenti, i cani erano tenuti in condizioni pessime per quel che riguarda l’igiene e la salute. Infatti molti di loro sono stati ritrovati con piaghe e ferite varie, dal momento che non erano sottoposti a cure mediche. I carabinieri hanno così scoperto 444 cani, di cui 146 sprovvisti di microchip: a gestire l’intera struttura illegale, un imprenditore e un dirigente della Asp locale.

Le irregolarità non riguardavano solo gli spazi in cui erano costretti gli animali, ma praticamente ogni ambito della loro vita, all’insegna della schiavitù. Anche i rifiuti venivano smaltiti in maniera illegale, infatti è stato accertato che gli scarichi delle acque reflue non erano a norma. Inoltre anche le carcasse degli animali venuti a mancare non erano smaltite in maniera igienica, anzi erano sigillati in alcuni sacchi di plastica. Quindi, venivano abbandonati all’interno di alcuni grossi contenitori, come se si trattasse di rifiuti ordinari, senza tener conto dei rischi che tale pratica comporta. Quando si tratta di materiale organico infatti, bisogna prestare particolare attenzione in quanto vi è un rischio in termini di contagio e infezioni che possono essere veicolate dalle carcasse.

Il canile è stato trovato grazie alla denuncia di un’associazione animalista, che ha condotto alla terribile scoperta. L’intera struttura è stata sequestrata dai carabinieri e i responsabili delle gravi infrazioni sono stati tutti denunciati, nei prossimi giorni si saprà quali pene dovranno scontare per quanto compiuto. Anche i veterinari che sono stati interpellati sono rimasti senza parole alla vista di animali malandati, denutriti e malati: senza dubbio le conseguenze per l’imprenditore e tutte le persone coinvolte saranno altrettanto gravi.