Finalmente si torna a casa dopo una vita fatta di torture e sfruttamento: ecco quanto sta accadendo in Thailandia, ecco l’unico risvolto positivo della quarantena. Da quando le persone sono state costrette a casa infatti, gli elefanti che venivano sfruttati in Thailandia sono stati rimandati a casa, ovvero nel loro habitat naturale. Prima dell’avvento del coronavirus infatti tali animali erano utilizzati come taxi per turisti; se al primo impatto questa descrizione può non suscitare alcuna emozione, può sembrare anche un fenomeno normale a tratti. Tuttavia, osservando alcune scene diventa ben chiaro il perché delle varie denunce fatte a riguardo da parte degli animalisti.

Questi elefanti vengono costretti, sin da giovanissimi, a lavorare come taxi per turisti, in terribili condizioni. Frustati e fin troppo spessi malmenati, perché dopo una intera giornata in marcia sono stanchi e hanno bisogno di riposo. La siesta tuttavia non fa bene agli affari, quindi spesso i passanti si ritrovano davanti questa scena, ovvero un piccolo elefantino che viene maltrattato, picchiato in pubblico perché stanco di camminare. Tutto ciò sembra aver avuto una fine per la gioia delle associazioni animaliste che da anni si battono per i diritti di questi animali continuamente sfruttati. A parlare sono i responsabili della Save Elephant Foundation, che si stanno occupando del “rimpatrio” degli elefanti.

Saranno necessari 5 giorni di viaggio, giorni in cui gli elefanti saranno seguiti e ben controllati, in modo che i responsabili potranno nutrirli e assisterli se dovessero aver bisogno di qualsiasi cosa. Il mancato afflusso di turisti in Thailandia ha mandato il settore in crisi e gli sfruttatori non avendo più risorse per nutrire i loro animali sono stati costretti a rimandarli nel loro habitat naturale, in piena libertà nelle foreste thailandesi. Ancora una volta, la natura si è presa una rivincita contro anni e anni di abusi umani.