La fase due in Francia è ricominciata anche per gli alunni delle scuole, che dallo scorso 11 maggio sono ritornati sui banchi. Infatti, secondo quanto riportato dalle fonti locali, il rientro a scuola viene deciso localmente dalle singole città, così molte fra quelle appartenenti alla cosiddetta zona verde hanno deciso di riaprire gli istituti. Anche se il 70% delle scuole è rimasto chiuso, c’è una piccola parte di studenti che è tornata alla vita pre quarantena, o quasi. Sono state disposte ovviamente delle misure di sicurezza per limitare degli eventuali contagi: il distanziamento sociale, l’uso delle mascherine e l’obbligo di lavarsi le mani ogni volta che si fa pausa.

La decisione di riprendere le attività didattiche ha ricevuto non poche polemiche, nonostante ciò sia avvenuto solo in quelle aree nelle quali i contagi sono minimi. E così, dopo una sola settimana di scuola, il governo francese è stato costretto a chiudere nuovamente le strutture in quanto è stato riscontrato un caso di positività al covid fra gli alunni. Nulla di grave per il momento, ma, data la situazione, si preferisce evitare ulteriori complicazioni, che potrebbero culminare in una nuova esplosione di contagi e quindi di malati. Le città interessate si trovano nella zona settentrionale del paese, città che hanno fatto una marcia indietro.

L’intento, come è stato ribadito anche dal ministro dell’Istruzione francese Jean Michel Blanquer, era quello di non sottovalutare i bisogni dei bambini per l’emergenza sanitaria. Per tale ragione si è cercato di rendere le lezioni compatibili con le misure di sicurezza, ma a quanto pare non è bastato. Secondo le autorità il giovane che è stato trovato positivo al covid lo avrebbe contratto prima del rientro a scuola, quando la città era ancora sotto il lockdown. Il problema è che nel frattempo è stato in contatto con altri ragazzi, altri alunni della sua età.