Una delle problematiche che stanno venendo all’attenzione nelle ultime settimane è correlata all’aumento degli animali selvatici nelle proprietà private. Spesso non si tratta solo di carinissimi e teneri scoiattoli, ma di cinghiali, o addirittura di lupi, come sta accadendo in alcune zone del Veneto, come la Lessinia. In tale area sono state segnalate svariate predazioni solo nell’ultima settimana, degli attacchi che hanno portato all’uccisione di ben 25 ovini, una decina di agnelli e qualche capretto. Il tutto a opera dei lupi che, se già avevano fatto sentire la loro presenza da prima della quarantena, ora hanno colto l’occasione per rimarcarla causando danni non da poco agli allevatori locali.

Si ipotizza che possa esserci un branco di lupi, devono essere necessariamente molti vista la natura dei danni che hanno causato e lo sterminio in massa di interi gruppi di animali. Potrebbe trattarsi anche di cani randagi che si sono adattati alle condizioni e, non trovando altro cibo si sono inselvatichiti cominciando ad attaccare esemplari di piccola taglia. Questa ipotesi però è alquanto improbabile, o almeno potrebbe spiegare una minima parte dei casi che si sono verificati. I lupi avevano già causato problemi lo scorso anno, infatti sono stati segnalati vari attacchi in cui hanno perso la vita circa 400 capi di bestiame.

Un’altra sessantina invece è composta da animali che, pur avendo salva la vita, sono rimasti feriti. Inizialmente c’era stato un calo di predazioni ma, forse complice anche la quarantena che ha allontanato le persone dalle campagne e dagli allevamenti, facendo avvicinare i predatori. I lupi, nonostante le dimensioni e la violenza, non sono soliti avvicinarsi a luoghi colonizzati dalle persone, anzi quando vedono i residenti locali solitamente scappano. Molte sono state le domande di indennizzo per tutti gli animali persi, alcune sono già state liquidate nello scorso anno, altre sicuramente lo saranno nei prossimi mesi.